Takeda

La globalizzazione è un aspetto fondamentale dell’attuale a strategia di crescita di Takeda. È quanto emerge con chiarezza da un’intervista rilasciata da Christophe Weber, presidente e CEO del colosso giapponese, alla CNBC.

«La chiave per noi – dichiara Weber – è globalizzare i nostri prodotti chiave e globalizzare l’azienda, perciò, invece di lanciare un nuovo prodotto in due paesi o tre paesi, stiamo lanciando i nostri prodotti a livello mondiale. Questo è il vero perno della nostra crescita futura».

Per raggiungere il successo nel sempre più competitivo mondo del pharma, Weber sostiene che la strategia aziendale di Takeda sia essere più innovativi.

«Siamo sempre alla ricerca – sottolinea il CEO di Takeda – di farmaci altamente innovativi: è davvero importante, perché non vogliamo sviluppare nessun farmaco che non sia veramente innovativo».

Weber, il primo capo non giapponese di Takeda, per migliorare la redditività dell’azienda farmaceutica, ha puntato sulla spinta dell’internazionalizzazione.

L’impegno dell’azienda è concentrato principalmente in tre aree terapeutiche: gastroenterologia, oncologia e sistema nervoso centrale; mentre sul fronte di ricerca e sviluppo l’azienda punta su Stati Uniti e Giappone. Weber ha affermato che il modo migliore per garantire che le squadre in entrambi i paesi lavorino bene insieme sia facilitare lo scambio di dipendenti.

«Siamo lieti di vedere tanti giapponesi che si trasferiscono a Boston, ma vogliamo anche che i nostri ricercatori a Boston lavorino molto bene con il nostro lato giapponese», ha dichiarato Weber.

Al momento tre dei quattro direttori interni di Takeda non sono giapponesi.  «Abbiamo fatto molto su molti fronti: sul fronte commerciale, sulla R&D, sulla produzione.  – conclude Weber – Ritengo che abbiamo fatto il grosso della trasformazione e stiamo ora cominciando a vedere il risultato, che è bello».

Per l’anno che si è concluso il 31 marzo, l’utile netto consolidato di Takeda è sceso a 114,9 miliardi di yen (1,05 miliardi di dollari); mentre  Astellas Pharma, un giovane competitor giapponese – secondo Nikkei Asian Review – ha raggiunto il doppio del profitto nonostante le vendite più basse.

La globalizzazione farà la differenza?