pubblicità medicaMaggiore liberalizzazione e apertura alle ipotesi di pubblicità comparativa in ambito sanitario. Tweet this

 

La Fnomceo rivede l’articolo 56 del Codice di Deontologia Medica, con regole aggiornate e meno rigide. Il nuovo art. 56 – pubblicato il 16 giugno e che puoi visualizzare cliccando qui – rilancia e smussa la questione con una nuova formulazione, frutto di un ampio contenzioso che ha visto lo scontro tra Agcm e Fnomceo.

 

Preso atto di quanto emerso nel provvedimento dell’Agcm e nella sentenza Tar Lazio 4943/2015, la Fnomceo ha deciso di rivedere le regole della pubblicità sanitaria, accogliendo buona parte delle indicazioni emerse nel corso della vicenda giudiziaria, i cui dettagli puoi leggere in DottNet.it.

Da qui la nuova formulazione dell’art. 56 del Codice di deontologia medica sulla pubblicità.

In primo luogo, in linea con la disciplina generale in materia, la pubblicità deve risultare «veritiera, corretta e funzionale all’oggetto dell’informazione, mai equivoca, ingannevole e denigratoria».  Gli aggettivi “prudente” e “pertinente”, che caratterizzavano la versione precedente, ora sono scomparsi. Solleva qualche incertezza, invece, la locuzione «funzionale all’oggetto dell’informazione», che nella sua vaghezza consentirebbe agli ordini professionali (chiamati a controllare la pubblicità) applicazioni molto restrittive dei contenuti o delle forme che si reputano di adottare per la promozione della propria attività professionale.

 

La pubblicità medica diventa comparativa

L’aspetto più innovativo del nuovo articolo 56 è la pubblicità comparativa. La nuova formulazione dell’articolo dichiara, infatti, che: «È consentita la pubblicità sanitaria comparativa delle prestazioni mediche e odontoiatriche solo in presenza di indicatori clinici misurabili, certi e condivisi dalla comunità scientifica che ne consentano confronto non ingannevole».

Tale elemento rivoluziona completamente la pubblicità medica e apre la strada a una nuova epoca in ambito di strumenti per la promozione delle prestazioni sanitarie.