Paziente-centrismo

American Girl: l’azienda di bambole che lancia autonomamente sul mercato un kit per la cura del diabete. Tweet this

Paziente-centrismo e partnership sono le più attuali buzzword del Pharma. Eppure – forse – l’empatia potrebbe rappresentare un interessante modello, tanto alternativo quanto di alto impatto, per il settore farmaceutico.

Molti gli esempi di big Pharma che mirano ad alleanze con i colossi dell’High Tech. L’oggetto della contesa, sempre più spesso, sono i fortunatissimi Wearable, dispostivi medici “indossabili”. L’obiettivo è mettere al centro le esigenze del paziente, per rendere loro più facile l’aderenza terapeutica.

Eppure al momento il progetto più interessante, in termini di paziente-centrismo, non è il frutto di una prestigiosa collaborazione, né di una sofisticata tecnologia, bensì è il risultato di una richiesta di Anja Busse, una ragazzina di 13 anni.

 

American Girl, American Dream & Pharma

Per rispondere alla toccante richiesta di Anja, cui è seguita una efficace petizioni online, American Girl, una divisione di Mattel Inc., che dal 1986 commercializza una linea di bambole, ha appena lanciato sul mercato americano un kit per la cura del diabete. L’azienda ha, così, realizzato, al prezzo di 24 dollari, un variopinto kit – in perfetto stile American Girl – che comprende un glucometro, un pungidito, una pompa di insulina che si attacca alla cintura della bambola e delle compresse di glucosio .

L’azienda americana, che si dichiara orgogliosa di creare bambole che corrispondono alle loro proprietarie, si era già avvicinata al mondo della malattia lanciando una bambola con l’apparecchio acustico e una con il cane guida. Con il kit per la cura del diabete, però, American Girl offre una soluzione diretta al target pediatrico affetto da diabete di tipo 1, una azione concreta che risponde al bisogno di una persona reale. Anche nel settore della salute, quindi, vale il sogno americano. Coraggio e impegno possono realmente cambiare la vita. L’empatia è più efficace del marketing.

Se non è paziente-centrismo questo…

Come sottolinea Larry Dobrow, nell’articolo che puoi leggere qui: «Va da sé che questa è una grande cosa e un approccio che i produttori di giocattoli, tecnologia e altri aggeggi per i bambini dovrebbero correre a emulare».

Non senza ironia la Dobrow insinua che il caso American Girl non dovrebbe spingere le aziende farmaceutiche a «correre a collaborare con Hasbro, o ad avere un atteggiamento proattivo per negoziare uno spazio sugli scaffali a Toys ‘R’ Us».

Esiste, però, una certezza: l’entusiamo – di stampa e pubblico – con cui è stato accolto il Diabetes Care Kit di American Girl.

Le aziende farmaceutiche non dovrebbero ignorare questo dato, soprattutto dopo avere insistito tanto a lungo sulla necessità di una svolta definitiva in direzione dei pazienti.

Il paziente-centrismo non è solo un tormentone, ma è un gioco. Un gioco che può migliorare la vita di tanti pazienti, soprattutto se molto giovani.