pfizer-bioatlaL’accordo con BioAtla rafforza la posizione di Pfizer nel settore in rapida ascesa dell’immuno-oncologiaTweet this

 

L’accordo di cross-licensing (concessione reciproca di licenze) prevede l’abbinamento della piattaforma Conditionally Active Biologic (CAB) di BioAtla e della tecnologia di farmaci anticorpo coniugati (Antibody-Drug Conjugate – ADC) di Pfizer. Con tale asset, Pfizer e BioAlta mirano a superare uno dei limiti maggiori dei farmaci anticorpo coniugati, ossia la tendenza a influenzare i tessuti non malati.

Secondo i termini dell’accordo, Pfizer e BioAtla collaboreranno allo sviluppo di diversi anticorpi CAB-ADC.

Lo scopo di questo inedito accordo è sviluppare una nuova classe di farmaci a base di anticorpi, con cui trattare un’ampia gamma di tumori.

I CAB, infatti, rappresentano una tipologia di farmaci immunoterapici capaci di bypassare i tessuti sani e di legarsi solo agli antigeni delle cellule malate, attraverso un processo selettivo attivato dal microambiente tumorale. Solo nel momento in cui il CAB è legato alla cellula tumorale, esso rilascerà il suo carico di ADC, uccidendo la cellula.

L’uso di anticorpi CAB per veicolare i farmaci potrebbe aumentare nettamente il numero di antigeni target associati ai tumori.

 

Pfizer rafforza la pipeline di immuno-terapici

L’accordo prevede per Pfizer anche l’opzione di esclusiva sugli anticorpi CAB di BioAtla contro CTLA4, un checkpoint immunitario target di farmaci quali lo Yervoy (ipilimumab) di Bristol-Myers Squibb, aumentando ulteriormente la propria presenza nell’immuno-oncologia, categoria in rapida crescita.

Lo Yervoy ha dimostrato maggiore efficacia se associato a inibitori PD-1, tuttavia tale combinazione è associata ad un più alto carico di effetti collaterali. Utilizzare un CAB-ADC contro CTLA4 attiva solo sulle cellule tumorali, invece, potrebbe costituire un notevole vantaggio terapeutico.

Il colosso del Viagra – attualmente alle prese con il takeover di Allergan, dal valore di 160 miliardi di dollari – nel corso dell’ultimo anno ha rafforzato notevolmente la sua posizione in immuno-oncologia, soprattutto attraverso l’alleanza con Merck con cui si è aggiudicato i diritti di sviluppo congiunto dell’inibitore del PD-L1 avelumab.