selezionare uno stagistaSelezionare uno stagista: assicurati che abbia requisiti di base e corrisponda a parametri oggettivi e soggettivi. Tweet this

Apro con una celebre citazione di Queentin Tarantino: «A Hollywood puoi venire da qualsiasi posto, non hai bisogno di un diploma. Nessun diploma mi ha fatto avere un ingaggio come attore o uno come regista. A loro non interessa chi sei e da dove vieni: devi riuscire ad avere il primo lavoro, è dura ma allora sei sulla buona strada. Il resto sta a te, qualunque cosa hai da offrire».

 

L’importanza dello stage

Lo stage è un modo molto pratico e diretto per fare formazione, e molti candidati per una posizione da stagista possono essere messi alla prova, capire da vicino come funzionano le dinamiche del lavoro e conoscere la mission aziendale.

Da manager con un po’ di esperienza, ogni colloquio che faccio è un modo per rivedermi da neolaureato, pieno di speranze, di voglia di fare, di entusiasmo, con la voglia di costruire qualcosa di concreto e stabile nella mia vita, mettendoci impegno, volontà e dedizione. Per fortuna con gli anni non ho perso tutto questo anzi, ho amplificato queste volontà gestendole con maggiore consapevolezza.

 

I requisiti che deve avere uno stagista

 

Ritengo che in parte noi siamo quello che abbiamo vissuto e che viviamo ogni giorno e questa consapevolezza mi accompagna in ogni cosa che faccio e quindi anche per selezionare uno stagista.

Esistono tuttavia requisiti base, come la laurea in discipline scientifiche, necessaria per poter accedere alla posizione di stagista, la selezione la effettuo sulla base di parametri oggettivi, ma ancor prima su parametri soggettivi.

I parametri oggettivi come le competenze possono e devono essere acquisite, essendo uno stage, ma quelli soggettivi, invece devono far parte della persona. Esiste una “formazione al lavoro” che prescinde dal settore e dalle competenze.

 

I parametri soggettivi

 

I miei parametri di riferimento soggettivo sono:

Umiltà e consapevolezza delle proprie capacità e competenze: l’umiltà è una caratteristica dalla quale non prescindo. Non può esistere una carriera di vero successo senza umiltà.

Voglia di fare e di imparare: è fondamentale aver sempre voglia di capire, imparare, apprendere perché a qualsiasi livello c’è sempre da apprendere.

Determinazione, sicurezza e curiosità: pongo attenzione soprattutto alla curiosità che è caratteristica dei bambini, ma che proprio per questo è il motore che aiuta a crescere. Potrei rifarmi a frasi di celebri filosofi come Hans Georg Gadamer ma poiché «sono ciò che ho vissuto» ricordo una frase di mio nonno, per me maestro di vita.

Una passeggiata a due e dei muratori che appiccicavano sui muri stradali dei simboli strana, la mia domanda a mio nonno: «Cosa stanno facendo?» e lui «ora glielo chiediamo». E così fu. Dopo lui mi disse: «Non perdere mai la curiosità, fatti sempre domande e cerca sempre risposte» avevo 6 anni e lo ricordo ancora ad ogni colloquio che faccio.

 – Capacità di adattarsi e di gestire situazioni difficili: solo partendo dal basso, adattandosi alle situazioni e trovando soluzioni per affrontarle si riesce ad acquisire consapevolezza di ciò che si sta imparando.

 

La mia vita professionale è ogni giorno una palestra formativa e in questo percorso chi deve supportarmi deve essere pronto a mettersi in gioco e a scambiare esperienze e competenze.

 

Alla fine del suo percorso lui/lei avrà acquisito competenze, io avrò implementato le mie.