statisticheL’indagine porta la firma del più grande network professionale, Linkedin. E la risposta alle domande del sondaggio è inequivocabile: i genitori vogliono vedere il proprio figlio medico. E poi, giù nella scaletta, vorrebbero l’erede nelle vesti d’imprenditore, che, tutto sommato, non guasta nonostante i tempi. Il mito del camice bianco resiste dunque alle sfide del tempo, della tecnologia e anche dei tagli alla sanità che inevitabilmente portano ad una riduzione del personale negli ospedali.

E così mentre il 22 per cento degli intervistati punta sulla professione medica e il 20 per cento sul capitano d’azienda, c’è pure il settore finanziario che non se la passa male con il 13 per cento delle preferenze. Sorprendente la percentuale di genitori che vorrebbe vedere (7 per cento) il figlio chef.

Già, ma loro, i ragazzi che cosa ne pensano? Una volta tanto sono in sintonia con i genitori: ai primi due posti ci sono medico e imprenditore ma in posizioni invertite (16 e 20 per cento), a seguire entrano in lista gli agenti di viaggio (10 per cento), gli sportivi, gli impiegati in un’associazione no profit mentre spicca il dato relativo alla politica, alla faccia della disaffezione ai banchi parlamentari che stacca un buon 5 per cento.

Linkedin ha stilato la speciale classifica in occasione del “Bring in your parents day“, appuntamento durante il quale le aziende aprono le porte ai genitori dei professionisti iscritti al social con l’obiettivo di aumentare la condivisione del lavoro fra le due generazioni. Il 62 per cento di padri e madri che hanno partecipato al sondaggio è convinto che il successo professionale sia l’anticamera della felicità; tuttavia un genitore su tre non sa che cosa faccia il figlio e quali siano le sue responsabilità in ambito lavorativo.

Anzi sono ben dieci le professioni di cui gli ascendenti sanno ben poco: attuario (attività sconosciuta all’83 per cento di essi); “user interface designer” e “data scientist” (76 per cento), revisore contabile, “radio producer, team manager sportivo e personal assistent”. C’è anche da dire che i genitori sono molto interessati a saperne di più sulle attività dei loro figli, soprattutto se confrontati ai padri e madri di altre nazioni europee, con l’intima speranza (il 29 per cento) che alla fine l’erede prosegua l’attività di famiglia.

Dall’altra sponda, il 48 per cento dei ragazzi italiani è convinto che svolgere il lavoro dei sogni sia una delle cose più importanti della vita. Ma al momento in Italia resta davvero un sogno con la disoccupazione giovanile che supera il 40 per cento.