rec-changes-signs-124113756-7-3-12-md«Decidere di destinare più soldi al digitale non è la risposta al marketing obsoleto». Questa è la provocazione che lancia Richard Meyer. Richiard aggiunge: «Cambiare significa capacità di attrarre nuovi talenti e volontà di trasformare quei processi che aggiungono poco valore al marketing e all’esperienza dei tuoi clienti».

Per reggere il passo con l’evoluzione che sta investendo il marketing e che sta ridisegnando le dinamiche di interazione tra azienda e clienti, le aziende farmaceutiche dichiarano di aver compiuto significativi cambiamenti. Richard a tal proposito afferma: «la realtà non rispecchia questi cambiamenti». Analizzando infatti alcuni dati scaturiti da un’indagine fatta da Adobe a 1000 HCP marketer negli USA emergono risultati interessanti: il 76% dei marketer sostiene che il loro lavoro ha subito notevoli cambiamenti negli ultimi vent’anni.

I manager intervistati non sono fiduciosi nelle loro capacità di utilizzare gli strumenti digitali, infatti, solo il 48% di loro si sente competente in questa disciplina. Inoltre solo il 40% pensa che le strategie digitali di marketing siano efficaci per la loro azienda, ed in più il 68% di loro si sente maggiormente sotto i riflettori quando si tratta di analizzare il ROI di strategie digitali.

Infine solo il 9% dei manager intervistati crede fermamente nelle strategie di marketing digitale che sta intraprendendo e l’82% di questi ha appreso le giuste modalità per mettere in campo le migliori strategie.

Richard esprime una chiara opinione sul perché di questo scenario: «Le interminabili riunioni e le politiche restrittive sono sufficienti a far scappare i più intraprendenti marketer verso quelle aziende che sono seriamente interessate a tracciare nuove vie di marketing digitale». Cosa resta al farmaceutico?

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